Appello di Fiordomo: più impegno dalla Regione per prevenire le emergenze

Appello di Fiordomo: più impegno dalla Regione per prevenire le emergenze

basta emergenzeAbitazioni isolate, campi allagati, edifici e aziende evacuate, strade chiuse al traffico e personale del Comune, volontari della Protezione Civile e dell’Associazione Carabinieri al lavoro da ieri mattina a Recanati.

La pioggia di queste ultime ore ha fatto scattare l’allarme in diverse zone della città. In particolare in quelle di campagna come Chiarino, Squartabue e Sambucheto, ovvero in quelle aree che si trovano a ridosso dei fiumi Potenza e Musone.

La situazione ora è sotto controllo, ma in alcuni momenti si è temuto il peggio tanto da consigliare l’evacuazione di qualche famiglia, alcune delle quali si sono rifiutate di lasciare la propria casa.

«Questo perché ormai si sono abituate a queste continue emergenze – spiega un amareggiatissimo sindaco Francesco Fiordomo nel corso di una conferenza stampa convocata nel pomeriggio al Palazzo Comunale -. Alcune famiglie sono state ospitate da parenti, altre si sono attrezzate con dei sacchi per proteggere le loro abitazioni. I nostri operai questa mattina le hanno aiutate a fare gli argini, a spostare di peso automobili che rischiavano di finire sotto l’acqua. Questa è diventata una situazione non piu’ sostenibile, oggi l’allerta era ordinaria. Non è possibile che nel nostro territorio se piove un po’ di più deve scattare un’emergenza con danni ingenti. E’ da quando sono diventato sindaco, che denuncio questa situazione agli Enti che sono preposti a fare questi interventi: mille incontri, mille lettere, mille sollecitazioni. Ora bisogna intervenire sul letto dei fiumi con interventi strutturali perché è chiaro che non serve e non basta più intervenire ogni tanto sui margini dei fiumi: bisogna creare le condizioni affinché il fiume possa scorrere su un letto adeguato a quella che è la portata».

Il Sindaco va giù duro. «Almeno una volta all’anno, se non due, siamo in una situazione di precarietà assoluta, di emergenza assoluta dove il Comune deve tamponare e rimediare gli errori di altri – tuona Fiordomo -. I Comuni non hanno competenze sui fiumi. Noi abbiamo attività lavorative, agricole, la cooperativa Terra e Vita, famiglie che abitano lì che abbiamo la necessità di evacuare, e per fortuna che ormai sono abituate da anni a questa situazione».

Sulla stessa lunghezza d’onda l’assessore ai lavori pubblici Alessandro Biagiola, che ricopre il ruolo di assessore anche in Provincia con delega all’ambiente. «L’arrabbiatura raggiunge veramente limiti non più tollerabili – dice Biagiola -, perché dal 2 marzo 2011, da quando c’è stato l’alluvione sul fiume Potenza e Chienti e altre zone delle Marche, non è stato fatto praticamente nulla di quello che è stato chiesto alla Regione. Ci siamo attivati per promulgare una legge regionale che permettesse la pulizia del letto dei fiumi e sopratutto l’abbassamento, ma non è stato fatto niente.

Questi provvedimenti non danneggiano l’ambiente, nessuno intende trasformare il Chienti e il Potenza come nuove cave per la breccia: quello che si chiede è di ripristinare la profondità e l’ampiezza che gli alvei dei fiumi avevano 40, 50 anni fa quando le ondate di piena non creavano tutti questi problemi. E’ una battaglia di civiltà quella che stiamo portando avanti in uno stato dalle leggi farraginose e dalla lenta burocrazia. Il nostro grido deve arrivare forte nei confronti della Regione, dello Stato centrale, dei Ministeri. Sopratutto il governo con la legge del patto di stabilità non consente alla provincia di Macerata di spendere i soldi che ha in cassa, e che potrebbero evitare queste situazioni».

Biagiola, che come ha raccontato il Sindaco ha stappato a mani nude alcuni tombini, entra nel dettaglio ed elogia i cittadini volenterosi. «Al momento si registrano pochissimi eventi franosi lungo le strade e questo è un segnale importante – continua l’assessore – per cui dobbiamo ringraziare quegli agricoltori che dopo l’alluvione del marzo 2011 hanno recepito l’allarme, hanno collaborato prima nella stesura e poi nell’attuazione e nel rispetto del regolamento rurale. Infatti si vede in maniera molto netta dove i campi sono stati lavorati correttamente e realizzati i fossi per l’acqua“.

L’architetto Maurizio Paduano, dirigente dell’Ufficio Tecnico Comunale, ha fatto il punto della situazione sugli interventi effettuati sin dalle prime luci dell’alba. «Chiarino è la zona che ha avuto la situazione peggiore, sopratutto a ridosso del ponte che va verso Potenza Picena – dice il dirigente comunale -. Siamo intervenuti sia per spostare alcune famiglie sia per aiutarle a trasportare e sistemare i sacchi per difendere le loro abitazioni. Siamo in contatto con coloro che non hanno voluto abbandonare la casa. Da Chiarino ci siamo poi spostati lungo tutto l’asse del fiume Potenza dove si sono verificate inondazioni a Monocchia, a Sambucheto e nella zona di San Firmano. Abbiamo interrotto la circolazione sul ponte Torresi a confine con Potenza Picena, e siamo presenti con due pattuglie per monitorare e consentire quanto prima di ristabilire la circolazione. I dati che ci sono arrivati nel pomeriggio sono un po’ incoraggianti ma dobbiamo tenere alta l’attenzione. A Terra e Vita, la cooperativa dove lavorano piu’ di venti disabili, l’evacuazione è stata concordata, considerando anche i trascorsi. Ma al momento non è stata interessata dalle acque. Altro problema lo abbiamo lungo la strada Canepina tra Recanati e Porto Recanati dove il ponticello è stato letteralmente invaso dal fango, e abbiamo chiuso la circolazione».

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