Celebrato a Pesaro il Giorno del Ricordo, una solennità civile nazionale

Celebrato a Pesaro il Giorno del Ricordo, una solennità civile nazionale

Matteo Ricci

Il “Giorno del Ricordo“, in memoria delle vittime dei massacri delle foibe e dell’esodo giuliano-dalmata è stato celebrato ieri a Pesaro nel salone Metaurense di Palazzo Ducale.

Nel suo intervento il presidente del Consiglio comunale Luca Bartolucci ha ricordato “la tragedia degli italiani che hanno perso la vita ad opera delle squadriglie di Tito, uccisi e infoibati. I tanti italiani che hanno dovuto abbandonare le proprie terre, le proprie case e tutti i loro averi, vittime di un moto di odio e di furia sanguinaria, di un disegno che ha assunto i sinistri contorni di una pulizia etnica, come ha affermato in diverse occasioni il Presidente emerito Giorgio Napolitano“.

Ricorda anche Eugenio Vagnini, della comunità Giuliano – Dalmata di Pesaro, testimone diretto di quell’eccidio, oggi non presente in prefettura, “che in tante occasioni abbiamo ascoltato raccontare quelle tragiche vicende, e al quale rivolgiamo stima e affetto, a lui e a tutta la comunità Giuliano- Dalmata“.

Riflettere su ciò che è accaduto serve per fare verità, ma serve ancora di più per comprendere gli errori commessi e non ripeterli più. “Ciò che è accaduto – conclude Bartolucci – testimonia il fallimento della politica, delle diplomazie e del dialogo. Oggi, giorno del Ricordo, non vogliamo dimenticare, non vogliamo che l’oblio sia l’ultima parola. A chi è stato, e a noi che viviamo il presente, questo legame ci unisca in un unico impegno: abbattere i muri della dimenticanza, che rende muta l’umanità“.

Queste sono lezioni vere – attacca il sindaco Matteo Ricci rivolgendosi agli studenti -. Sono avvenimenti che non possono essere dimenticati. Questa giornata è una conquista per il nostro Paese, perché per decenni, lo scontro ideologico ha nascosto e ridimensionato una delle più grandi tragedie dell’umanità. Perché di questo si tratta“. Ricci ricorda gli avvenimenti, avvenuti in una zona di confine che storicamente è sempre stata attraversata da guerre. “Parliamo di un vero e proprio eccidio di italiani – ha proseguito -. Le truppe Titine, soprattutto dopo la fine della guerra, ma anche durante, fecero una vera e propria pulizia etnica rispetto agli italiani. Fecero morire tragicamente nelle foibe intere famiglie. Intere speranze spezzate, progetti di vita spezzati. La violenza non è mai giustificata. Le truppe di Tito fecero scappare altrettante persone, che fortunatamente trovarono accoglienza in alcune parti d’Italia, e Pesaro è una di queste. A Pesaro, grazie all’esperienza, straordinaria, di padre Damiani, tante persone trovarono ospitalità, accoglienza, trovarono cittadinanza. Oggi quindi è importante ricordare questi fatti, affinché non avvengano più. E’ importante ricordarli per dare onore alle migliaia di italiani che persero la vita in quella tragedia. Ma è giusto ricordarli anche perché oggi, qui in Prefettura, c’è anche un pezzo di storia importante della nostra città. Se la nostra è una città accogliente, e ha fatto della solidarietà un suo tratto distintivo, è anche grazie all’esperienza dell’accoglienza delle popolazioni Giuliano-Dalmate e all’esperienza di padre Damiani, di cui siamo molto orgogliosi“.

Questa manifestazione vuole essere un ricordo delle tante persone che hanno vissuto nel silenzio questo lungo martirio – ha detto il presidente della Provincia Daniele Tagliolini -. Un silenzio che ha segnato fortemente il loro percorso. Noi quotidianamente possiamo mettere in campo una serie di azioni, attraverso il ricordo, la conoscenza. Possiamo farlo e dobbiamo farlo. Il pensiero che voglio lasciare a tutti i giovani e anche agli amministratori, è che i silenzi che hanno contraddistinto la fese di violenze e di tragedie che ci sono state nel mondo, non si verifichino più. I silenzi devono essere abbattuti“.

A fare gli onori di casa il prefetto di Pesaro e Urbino Luigi Pizzi. “Questa giornata, è stata istituita nel 2004, per ricordare coloro che sono stati vittime di una violenza barbara – ha ricordato il prefetto -, violenza nei confronti dei nostri connazionali che all’epoca vivevano nelle terre Giuliano-Dalmate. Oggi vogliamo ricordare l’esodo di quelle popolazioni che costituì un’altra tragedia a corollario della seconda guerra mondiale. Questa giornata deve consentire di superare qualsiasi odio, discriminazione e violenza. Deve servire di monito ai tanti giovani, ai tanti ragazzi, alle generazioni attuali e a quelle future, affinché queste tragedie non abbiano più a ripetersi“.

La cerimonia proseguita con il conferimento di un riconoscimento alla memoria, a una vittima dell’eccidio: Igino Sersanti, militare; a ritirare l’onorificenza il nipote Orlando Sersanti. La cerimonia si è conclusa con l’intervento dello storico prof. Paride Dobloni.

Sempre nell’ambito del “Giorno del Ricordo”, venerdì 13 febbraio, a Palazzo Mosca, sede dei Musei Civici, alle ore 17.30 si terrà un incontro dal titolo “I soldati italiani in Jugoslavia – Dalla Resistenza ai campi di concentramento di Tito“. Interverranno Eric Gobetti (Istituto Storico di Torino), Costantino Di Sante (Istituto di Storia Contemporanea di Pesaro e Urbino); a moderare sarà Mauro Annoni, dell’Istituto di Storia Contemporanea di Pesaro e Urbino. L’appuntamento è organizzato da Anpi Pesaro e Urbino, Istituto di Storia Contemporanea della provincia di Pesaro e Urbino, biblioteca archivio V. Bobbato e Società pesarese di studi storici.

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